Cara azienda, stai investendo su internet?

mercoledì, 02 dicembre 2009

Perchè le aziende dovrebbero investire in web marketingTempo fa avevo scritto un articolo “Ecco 7 (valide) ragioni per investire su internet” che riprendo ora per mettere in luce il perché le aziende italiane dovrebbero investire in web marketing:

    Crescono gli utenti Internet

Gli utenti internet attivi nell’ultimo mese sono 24,7 milioni, pari al 48,1% della popolazione italiana, dai 15 anni in su. (Fonte Human Highway)

Questi milioni di utenti sono potenziali clienti: per non lasciarli in mano alla concorrenza, è importante che l’azienda sia visibile su internet, ovunque il suo prodotto/servizio sia ricercato.

Prima di acquistare l’utente consulta i motori di ricerca

L’87% degli italiani online ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti/servizi che sta valutando di acquistare, indipendentemente dal valore e da dove avverrà la transazione. (Fonte Ricerca SEMS/OTO 2009)

Internet è un mezzo flessibile

Internet ha un entry level più basso rispetto ai mezzi pubblicitari tradizionali (tv, radio, stampa, direct mail, ecc…), ciò consente anche alle piccole imprese di crearsi una campagna su misura ed ottenere visibilità on line. La versatilità di internet, inoltre, lo rende un canale ideale per ottimizzare la spesa pubblicitaria.

Possibilità di comunicare con un target di clienti specifico

La pubblicità on line è in grado di assicurare miglioramenti tali nel targeting da aumentare del 10% il ROI marketing. (Fonte Report EMEA 2009-Microsoft)

Internet è un mezzo misurabile

Internet è l’unico mezzo che consente una misurabilità totale dei budget e delle campagne, minimizza le dispersioni e consente di ottenere ottimi risultati in termini di efficacia ed efficienza. Sul mercato sono disponibili vari strumenti di web analytics, il più diffuso fra tutti, Google Analytics, che consentono di analizzare in tempo reale le conversioni delle propri campagne on line e misurare il ROI.

Le piattaforme di web analytics permettono anche di identificare la tipologia di utente che accede al sito e permettono di sapere cosa fa l’utente una volta entrato, acquista, si iscrive alla newsletter, compila un form, o piuttosto analizzare attentamente cosa non fa l’utente, perché è lì che ci sono margini di miglioramento.

La concorrenza non sta a guardare

I dati di crescita degli investimenti su internet dimostrano come le aziende iniziano a cogliere l’estrema importanza del mezzo Internet in termini di brand awareness, di acquisizione di nuovi clienti, di fidelizzazione.

La crescita del settore digitale prevista è di un +21% nel 2010 e +15% nel 2011. (Fonte Ricerca 2009 AD Barometer promossa da EIAA – European Interactive Advertising Association, organizzazione paneuropea di aziende che fanno parte del settore della vendita di media interattivi)

Internet chiude il 2009 con un + 10,5% (Fonte Iab Italia)

In testa, la categoria del search marketing: nel mese di aprile 2009 il search ha registrato un aumento del +21% rispetto allo stesso mese del 2008, percentuale che è salita ancora di più a maggio 2009 rispetto al 2008, arrivando ad un + 26%. (Fonte FCP-Assointernet).

In Italia il 19% dell’aumento degli investimenti online arriva dai media tradizionali: Tv, quotidiani, riviste stampa periodica. (Fonte Ricerca Marketer’s Ad Barometer 2009)

Il 46% delle imprese nel nostro paese si sta muovendo con attività di marketing e advertising nei motori, mentre il 34% non è ancora attiva ma nutre un buon interesse verso questo strumento, consapevole dell’importanza strategica di essere visibili sui motori di ricerca. (Fonte MyMarketing.net, Sems)

Detto questo, perché le aziende non investono (ancora abbastanza) in web marketing?

In occasione dello scorso Iab Forum a Milano si è parlato molto del gap tra l’Italia e gli altri Paesi per quanto riguarda le connessioni e gli investimenti online.

Sebbene in Italia gli internauti più ‘convinti’ abbiano una media di tempo speso in rete tra le più alte di Europa, il web nel media mix conta solo il 7%, un valore ancora troppo basso e mancano gli investimenti in ICT.

Da qui deriva la necessità di formare le aziende, potenziali investitori, sulle reali e concrete potenzialità del mezzo internet quale leva di business, così da raggiungere obiettivi come il raggiungimento di un media mix ragionato e la crescita del comparto Internet nel nostro paese.

Lucia Picciaiola Responsabile Mktg e Comunicazione

  • Share/Bookmark
leggi anche
© 2010 Interconsult srl (art 42 Legge 88/2009)